Donne nell’Esercito dalla Grande Guerra ad oggi (FOTO)

di PieraLombardi Commenta

Le Donne nella Difesa: dalla portatrice carnica al Female Engagement Team, è il titolo di una conferenza sulla presenza delle donne nell’Esercito che si è tenuta a Padova nell’ambito delle commemorazioni del Centenario della Grande Guerra.  L’evento si è svolto alla presenza di numerosi studenti che hanno potuto ascoltare le testimonianza sull’efficacia della presenza delle donne nelle Forze Armate.

 

Sabrina Parisi, moderatrice dell’incontro, esperta in comunicazione e ufficiale della Riserva Selezionata dell’Esercito, ha introdotto le relatrici:  il Primo Caporal Maggiore Jihad Dahbi (militare qualificata operatrice FET), che ha parlato della propria esperienza in contatto con le donne durante l’operazione Leonte in Libano e a seguire il racconto delle esperienze in Afghanistan del capitano Silvia Greco.

 

 

Successivamente sono intervenute la giornalista Elena Scarrone, che ha seguito i soldati italiani quale ’embedded’ in Afghanistan, la giornalista vicentina Milena Nebbia, anch’essa ’embedded’ in Libano: entrambe hanno raccontato le giornate vissute fianco a fianco dei militari nelle operazioni internazionali.

Infine l’attrice, Anna Rita Di Muro, che nella rappresentazione teatrale ‘Filo spinato nel cuore’ incarna la portatrice carnica, ha parlato delle sue emozioni nello scoprire il sacrificio di tante donne nella Grande Guerra.

In Carnia durante, la Prima Guerra Mondiale, il lavoro delle portatrici era fondamentale per i soldati schierati che dovevano essere riforniti quotidianamente di vettovaglie, munizioni, medicinali, attrezzi vari e materiali per rinforzare le postazioni.

 

 

 

Dalle portatrici carniche al FET

 

 

Ogni donna riusciva a trasportare a spalla un carico di rifornimenti anche di 40 chili di peso. Affrontavano dislivelli da 600 a 1200 metri, spesso costrette a marciare nella  neve;  persino trasportando a valle, in barella, militari feriti o caduti in combattimento.

La conferenza ha evidenziato che la presenza delle donne nell’Esercito è un valore aggiunto per l’efficienza dello strumento militare che grazie al contributo femminile affronta con maggiore determinazione le missioni assegnate dal Paese e dalle Istituzioni.

 

Fonte e foto esercito.difesa.it

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