Collezionismo di armi antiche: la licenza

di Sandra Commenta

Per chi aspira ad iniziare per la prima volta l’attività di collezionismo di armi, avvicinarsi a questo mondo può sembrare molto complicato dal punto di vista burocratico. In realtà, ottenere la licenza di collezione di armi presso la propria Questura di competenza non è molto difficile; si tratta di una licenza, tuttavia, che non prevede il porto d’armi, ma solo la detenzione domestica. Vediamo come fare.

Le armi che si possono collezionare senza troppe complicazioni documentali sono sia quelle corte che lunghe, e possono essere fino a tre armi comuni da tiro e sei armi sportive.  A questo scopo, sono classificate come armi antiche, artistiche o rare quelle fabbricate anteriormente al 1890, ed in generale quelle con meccanismo ad avancarica. E’ l’importanza storica ed artistica che fa di questi esemplari degli oggetti da collezione, e ci consente di detenerli anche in assenza di un porto d’armi vero e proprio. In tutto, dunque, possiamo collezionare fino a nove armi antiche, dichiarando di ognuna singolarmente marca, modello e caratteristiche.

Delle armi antiche,  artistiche o rare non è consentito detenere anche i proiettili. A differenza delle altre licenze, però, quella che ci permette il collezionismo è permanente, ossia non è necessario rinnovarla di anno in anno. La richiesta può esser fatta in Questura o anche presso una stazione dei Carabinieri, a mezzo raccomandata, a mano oppure per via telematica. In tutti e tre i casi bisogna solo compilare un apposito modulo, ed allegare alcuni documenti:

  • due marche da bollo da euro 14,62, o due equivalenti contrassegni telematici
  • la certificazione di idoneità psico-fisica rilasciata dalla Asl
  • autocertificazione di non trovarsi nelle condizioni ostative previste dalla legge
  • i dati delle persone conviventi con il richiedente
  • autocertificazione di non essersi avvalsi del diritto di obiezione di coscienza riguardo l’assolvimento degli obblighi militari

Il modulo da stampare o da compilare per via telematica è inserito anche nel sito della Polizia di Stato.

 

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