Flotta della Marina Militare, il progetto U212A II Serie

di isayblog4 Commenta

La flotta della Marina Militare, come è noto, porta costantemente avanti nuovi progetti con tecnologie avanzate. Tra questi è particolarmente rilevante il progetto per sottomarini U212A II Serie.

Tra i progetti più importanti della Marina Militare per il futuro troviamo quello relativo a scenari di impiego di sottomarini e flotta subacquea per U212A II Serie. Sono tre gli obiettivi fondamentali per questo progetto che rappresentano anche il concreto progresso rappresentato da questi sommergibili rispetto alle vecchie unità classe Sauro.

Gli obiettivi del progetto sono l'”incremento deciso del livello di sicurezza del personale impiegato in missione grazie a una caratterizzazione stealth avveniristica” per il quale quindi il personale risulta maggiormente salvaguardato, la riduzione del gap tecnologico che in questo settore è da tempo lamentato dall’industria della penisola, con migliori sensori di scoperta e migliori capacità di movimento stealth. Terzo obiettivo del progetto U212A II Serie è quello di contrarre le spese di realizzazione di impianti e sistemi perfetti.

Il progetto per la flotta della Marina qui in questione prende le mosse molto tempo orsono, con l’approvazione del programma di finanziamento dei primi 2 battelli U212A in data 27 settembre 1995. Il progetto ha conosciuto l’approvazione per altri due battelli di II Serie nel 1998 e poi ancora nel 2008. I due U212A di prima serie sono denominati Todaro e Scirè. La serie II vede, come accennato, due battelli in costruzione: saranno denominati Pietro Venuti e Romeo Romei, e sono in corso di realizzazione presso lo stabilimento Fincantieri del Muggiano.

Come specifica la stessa Marina Militare

Sebbene la compagine industriale dei subfornitori a cui Fincantieri si rivolge sia prevalentemente tedesca, si è garantito un equivalente ritorno occupazionale per l’intero comparto industriale italiano imponendo un off-set del 100%, il che significa che per ogni ordine di lavoro emesso da Fincantieri deve seguire un equivalente volume di ordini dalla Germania verso le nostre industrie (non solo difesa).

Photo Credits | Vito Manzari su Flickr

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