Desert Eagle che passione! Dettagli tecnici e storia di un’arma senza tempo

di Vincenzo Commenta

Sono passati già più di quarant’anni da quando, nel 1979,  i tre soci della Magnum reserch di Minneapolis iniziarono a lavorare ad una pistola per il tiro e la caccia; tuttavia J Liding, B  Whithe ed i fratelli Skildam non volevano una pistola normale, volevano una pistola semiautomatica, ma con una cartuccia da revolver… nasce così la Desert eagle!

Già dai primi mesi del 1981 i prototipi di Desert avevano esploso i primi colpi, ma grossi problemi di affidabilità spinsero i quattro della società di Minneapolis a rivolgersi alla Israeliana IMI. Dopo l’inizio di questa collaborazione l’uscita fu solo questione di tempo e nel 1983  arrivò sul mercato statunitense la Mark I. La prima Desert eagle calibro 357 magnum ebbe un successo immediato che non si fermò agli appassionati del design innovativo ed accattivante di questo pistolone di quasi 2 kg, in pratica un cannone portatile. Ben presto arrivò ad Hollywood e la consacrazione della desert divenne definitiva e rimase nell’immaginario collettivo come l’arma definitiva di cattivi e non che devono risolvere il tutto con un caricatore della pistola più potente, non ci volle molto prima che in giochi “sparatutto” la Desert eagle diventasse il premio da ottenere ed il più pericoloso nemico da affrontare.

Già nel 1985 vennero commercializzate la 44 e la 41 magnum ed il successo della prima fu monumentale solo quanto il fallimento della seconda, che uscì molto presto fuori produzione e non arrivò mai sul mercato Italiano. Durante questo periodo furono effettuate alcune modifiche: il pistone presa a gas fu reso amovibile (per facilitare la pulizia e ridurre i bloccaggi, dovuti anche a palle di piombo); mentre la leva della sicura fu realizzata con un design più maneggevole onde migliorarne l’affidabilità.

La vera grande innovazione però ha dovuto attendere il 1991, quando fu prodotta la Desert eagle camerata per il titanico calibro 50 action express la semiautomatica raggiunse il massimo della potenza. Le restanti modifiche sono storia: dalla 440 Corn Bon fino alla immortale Mark XIX .  Bisogna ricordare che la Desert eagle non ha mai avuto una destinazione sui campi di battaglia ed è stata per lo più relegata al tiro oppure alle attività di caccia grossa, dove ha ottenuto molto successo nella pratica oltre che nella fama hollywodiana.

I tiratori esperti criticano spesso quest’arma tacciandola di poca affidabilità, di imprecisione e peso eccessivo, ma la verità è che: l’arma deve essere impugnata a due mani e non è fatta per chi ha la mano tremolante; i problemi di inceppamento sono dovuti più ad una cattiva manutenzione che ad altro, senza contare che l’arma ha dai 7 agli 8 colpi per caricatore e non è fatta per sparare 10 caricatori di fila; per quanto riguarda poi la questione del peso… esiste anche una versione definita light che pesa circa 250 grammi in meno, ma in realtà non è necessario essere un energumeno per impugnare quest’arma con efficacia, basta solo una presa salda ed un po’ di esercizio al poligono per abituarsi.

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