Dal Giappone la classe Fuso

di Francesco Commenta

Le due navi da battaglia della classe Fuso furono varate durante la prima guerra mondiale, per la precisione tra il 1914 e il 1915, e potevano vantare, alla costruzione, di un dislocamento pari a 30600 tonnellate che potevano però raggiungere i 31000 a pieno carico.

Le navi della classe Fuso appartenevano alla flotta giapponese che, insieme alla Yamashiro, erano state messe in contrapposizione alle navi della classe Nevada o alla Queen Elisabeth della marina britannica.

In effetti, l’idea della marina giapponese era quello di offrire una risposta militare agli USA contrapponendo la nave da battaglia giapponese alle realizzazioni americane e britanniche nel teatro militare del Pacifico.

In realtà, esistono due differenti modelli giapponesi: la classe Fuso e la corazzata Fuso. La corazzata entrò in servizio nel 1878 e venne dimessa nel 1908 partecipando alla prima guerra cino-giapponse dove venne impiegata nella battaglia del fiume Yalu.

Al contrario, alla nave da battaglia Fuso furono cambiati i calibri dei cannoni passando dagli originari 10 mm ai nuovi pezzi da 12 mm montati in sei torri binate disposte sull’asse longitudinali facendo aumentare la lunghezza della nave.

La flotta giapponese, in effetti, decise di utilizzare 12 cannoni da 356 mm e 14 da 152 mm con sei lanciasiluri da 533 mm con una corazza di 305 mm alla cintura, paratie da 305 mm, barbette 203 mm, il ponte superiore da 32 mm e quello inferiore da 51 mm.

Le navi della classe Fuso utilizzavano un equipaggio di 1195 tra marinai e ufficiali.

Questa nave da battaglia poteva raggiungere una velocità di 23 nodi grazie alla presenza di un apparato propulsivo composto da quattro gruppi di turbine a vapore a ingranaggi su quattro assi che erano in grado di esprimere una potenza pari a 40000 hp.

Fino alla classe Fuso non erano state realizzate scafi militari di tipo dreadnought, a meno dell’approntamento delle navi Satsuma e Kawachi, e alla loro costruzione venero impiegati macchinari realizzati in Giappone senza importare nessun componente.

Queste navi da battaglia, nel corso del primo conflitto mondiale, furono impiegate in modo abbastanza modesto e, nel periodo tra le due guerre, furono ridefinite allo scopo di aumentare la potenza dell’apparato propulsivo con il nuovo sistema a nafta oltre alla potenza dell’armamento  intervenendo sulla loro gittata.

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