Terremoto in tempo reale, 1250 militari impegnati nei soccorsi

di PieraLombardi Commenta

Sono diventati ben 1.250 gli uomini e le donne delle Forze Armate impegnati a fronteggiare l’emergenza terremoto che lo scorso 24 agosto ha devastato un’area compresa tra le regioni Lazio, Umbria e Marche, e ucciso 291 persone. Il ministero della Difesa, rispondendo alle richieste della Protezione Civile, ha infatti aumentato il numero degli uomini fin da subito impiegati nelle difficili operazioni e ha aggiunto numerosi mezzi e assetti specialistici dell’Esercito, dell’Aeronautica e dell’Arma dei Carabinieri.

 

Fin dal primo momento i militari hanno aiutato la popolazione, dapprima con i Carabinieri delle stazioni locali, successivamente con i soldati dei Reparti prossimi alle zone colpite dal sisma, di stanza a Rieti e ad Ascoli.

Già da poche ore dalle scosse letali, si sono mossi da Roma assetti speciali del 6° reggimento genio pionieri con mezzi movimento terra, torri di illuminazione e camion pesanti indispensabili nelle prime fasi dell’emergenza.

Anche l’Aeronautica Militare è stata impiegata con elicotteri per trasporti e ricognizioni dell’area, e con una torre di controllo mobile presso l’aeroporto di Rieti per coordinare l’intenso traffico aereo sulla zona.

 


Complessivamente ora ci sono sui luoghi dell’emergenza oltre 700 unità dell’Esercito, 520 dell’Arma dei Carabinieri e  30 unità specialistiche dell’Aeronautica Militare. Sono centinaia i mezzi impiegati (elicotteri, automezzi, autogru, ambulanze, macchine movimento terre, autobotti, torri di illuminazione, cucine campali, etc.). Sono stati, inoltre, allertati alcuni Reparti con capacità logistiche e sanitarie che possono essere prontamente impiegati.

Ma come per la popolazione anche per i militari, pur abituati agli scenari più sconvolgenti, i disturbi post traumatici da stress sono in agguato. Ecco perché è presente anche il tenente dell’Esercito Italiano, Rosalba Vergini, psicologa e terapeuta con esperienze sui disturbi post traumatici da stress dei militari italiani impegnati nelle operazioni di peace keeping in Libano e Afghanistan.

I militari sono gente forte e preparata ad affrontare situazioni drammatiche, ma sono sempre uomini che di fronte alle tragedie possono rimanere ‘feriti’ nell’animo e tanti tra coloro che sono impegnati ad Amatrice nelle operazioni di soccorso dopo il terremoto, accusano dei traumi analoghi a quelli registrati nelle missioni in teatri di guerra – racconta il tenente Rosalba Vergini – In questi cinque giorni, si sono verificati molti di questi casi.

Alle volte sono stati gli stessi militari a chiedere un supporto ma, visto che molti alle volte non se ne rendono neanche conto, siamo noi a sollecitare l’assistenza anche con interventi di gruppo. D’altronde – prosegue – i traumi ai quali assistiamo sono molto simili a quelli che si verificano nei teatri di guerra: il terremoto e la guerra sono tutti e due scenari di distruzione e morte.

 

Fonte e foto difesa.it e agi.it

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