L’Arco, dal Paleolitico al Long Bow

di Benjo Commenta

Dal Paleolitico in poi l’uso dell’Arco si è andato via via diffondendo in tutto il mondo anche se, e non se ne conosce bene il motivo, risultava del tutto sconosciuto ai popoli australiani ed a quelli che popolavano la Micronesia.

A differenza dell’attuale disposizione politico culturale qualche migliaio di anni fa la situazione geoculturale era disposta per così dire al contrario; infatti mentre la zona che oggi è divenuta l’Europa era abitata da popoli selvaggi, nei territori della Cina, del Nordafrica e del Medio Oriente i popoli che li abitavano avevano raggiunto un alto livello culturale e tecnologico.

Proprio in Cina si studiava la filosofia dell’arceria, parte integrante delle strategie belliche dell’esercito che infatti comprendeva intere compagnie di arcieri. Allo stesso modo, più di duemila anni fa, gli egizi, e così anche altri popoli del Medio Oriente come Assiri, Babilonesi e Persiani, utilizzavano con maestria archi metallici o realizzati con materiali diversi (compositi).

L’Arco viene utilizzato invece poco dai greci e dai romani i quali preferivano usarlo come arma da caccia piuttosto che in battaglia; particolare rilievo viene dato all’arco nella mitologia ove l’arma assume un ruolo particolare nella narrazione, Ulisse ad esempio ne possiede uno realizzato in corno di cervo che nessuno dei Proci è capace di piegare al punto da tenderne la cordicella e quindi utilizzarlo.

Gli eserciti di Roma non utilizzarono l’Arco per molto tempo fino alla guerra contro i Parti che decimarono le legioni romane grazie ai loro arcieri; successivamente Roma affida proprio agli arcieri a cavallo Parti, “sagittari”, il compito di difendere i propri confini dalle orde di barbari. L’Arco utilizzato dai Parti è di tipo corto e riflesso realizzato in legno e tendine di animale; le ridotte dimensioni lo rendono molto adatto all’uso dal cavallo proprio grazie al poco spazio necessario a tenderlo che non va ad inficiare la grande potenza di scoccata. La tattica dei sagittari era semplice: attaccavano in orde il nemico con rapide sortite ritirandosi poi altrettanto velocemente; una volta che le truppe nemiche avevano rotto il proprio schema difensivo nel tentativo di riorganizzarsi, i sagittari riattaccavano velocemente distruggendo definitivamente il nemico.

L’Arco utilizzato dai cinesi era poco potente ed era realizzato da due lamine di bambù bloccate al centro da una grossa impugnatura e rifinito con decorazioni artistiche: più bello da vedere che efficace contro il nemico. Invece di realizzare archi dalla scoccata più potente i cinesi pensarono di ovviare al problema dotando le frecce di piccoli razzi che venivano accesi alla scoccata e aumentavano la gittata della freccia.

Per quanto concerne l’Europa l’utilizzo dell’Arco e la diffusione dell’arceria in genere ha avuto inizio nei territori della Danimarca, della Svezia e dell’Inghilterra, dove i popoli Sassoni, Normanni, Vichinghi e Franchi conservarono ed usarono le tecniche dei Celti per la fabbricazione di armi. In questo contesto l’arco era presente ma aveva un utilizzo secondario in quanto veniva usato solo in caso di assedio o nelle fasi di avvicinamento al nemico; si dava ancora grande importanza alle armi forgiate in metallo come spade, lance e scudi.

Il popolo che più diede risalto all’uso dell’Arco furono i Gallesi che ne fecero la loro arma principale; i Gallesi modificarono l’arco aumentandone le dimensioni dando vita ad un nuovo tipo di arco detto “Long Bow”, arco lungo.  Grazie alla padronanza dei Long Bow i Gallesi riuscirono ad avere la meglio sui Sassoni; gli archi gallesi erano noti per la loro potenza che permetteva ad una freccia scagliata di penetrare una tavola di quercia spessa 6 cm. Quando il Galles venne annesso dai normanni l’arco si diffuse in tutta l’Inghilterra divenendo un arma fondamentale di grande importanza tattico strategica. Proprio gli arcieri armati di Long Bow permisero la vittoria sugli scozzesi e la successiva annessione della Scozia al Regno d’Inghilterra.

Il Long-bow era un arma per la classe povera della popolazione in quanto costava poco realizzarne uno rispetto alle più costose armature, cavalli e bardature destinante ai ceti più abbienti; gli arcieri inglesi infatti provenivano dai villaggi e dai campi, ed erano spesso privi di beni; in molti casi gli arcieri erano fuorilegge perdonati; era gente dei boschi abituati alle competizioni tra villaggi; come equipaggiamento utilizzavano una giacca allacciata alla vita e calzavano in testa un elmetto di cuoio. Ciò nonostante proprio grazie ai propri arcieri armati di Long bow l’Inghilterra riuscì ad avere la meglio sulle truppe francesi durante la Guerra dei 100 anni. In questo contesto nasce la legenda di Robin Hood.

Nel continente americano, fino agli inizi del novecento, le tribù Native utilizzavano con grande padronanza potenti archi in legno sia come arma per la caccia che come arma da guerra. Successivamente, quando cominciò la diffusione delle armi da fuoco come archibugi e bombarde, l’utilizzo dell’Arco e delle frecce andò scemando fino al definitivo declino come arma da guerra nel diciassettesimo secolo.

 

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