Arti marziali, categorie di percussioni, lotta e arti ibride

di Matteo Carriero Commenta

 Arti marziali, categorie di percussioni, lotta e arti ibride: come si possono collocare i tanti (innumerevoli, potremmo dire) stili di combattimento? Vediamo come alcune tra le più note discipline marziali possono essere suddivise e come è possibile inquadrare la categoria delle arti marziali ibride.

Il panorama delle arti marziali, come ben sanno gli esperti, è quasi sterminato, soprattutto se consideriamo tutte le varie derivazioni dalle discipline più famose. Ma un primo, sommario ordine può essere fatto racchiudendo alcune specialità entro le categorie delle percussioni, della lotta e delle arti marziali ibride.

Naturalmente le arti marziali potrebbero essere categorizzate entro numerosissimi modi, come per esempio in base all’utilizzo di armi o a mano nuda, in base agli intenti (autodifesa, sport da combattimento, meditazione).  Focalizzandoci nello spettro delle arti marziali “disarmate” o a mani nude, possiamo riportare qualche suddivisione utile.

Tra le arti marziali che possono essere considerate da percussione troviamo il pugilato, il wing chun, (discipline che potremmo considerare fondate sul pugno) la capoeira, il taekwondo, numerosi stili di kung fu che potremmo considerare fondati sul calcio, il karate, il Muay Thai, il Sanhou, il Wushu, il Kraw Maga che possiamo considerare fondati su un altro stile di colpo oppure non su uno stile di colpo in maniera esclusiva.

Poi è possibile considerare le arti marziali nella categoria della lotta entro le forme di proiezione, sottomissione e immobilizzazione. In tal caso alcune discipline specializzate nella proiezione sono aikido, glima, hapkido, judo e sambo, altre specializzate nella sottomissione sono, oltre ancora all’aikido e all’hapkido, il jujitsu, il jiu-jitsu brasiliano, alcuni stili di combattimento formalizzati entro le forze armate. Infine, tra le arti specializzate nell’immobilizzazione possiamo considerare il judo, il samo e il ju-jitsu brasiliano.

Tutto ciò sempre mescolando alle prominenti arti marziali orientali alcune forme occidentali, originali o derivate ed escludendo dal computo le arti marziali ibride, ovvero le arti che programmaticamente si fondano su un insieme di elementi estratto da altre e differenti arti.

Photo credits | Kevin Poh su Flickr

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