I fucili Mosin-Nagant

di Francesco Commenta

Il fucile denominato Mosin-Nagant nasce dalla combinazione di due interessanti progetti: uno di un ufficiale al servizio dell’esercito zarista, un certo Sergej Ivanovič Mosin, e l’altro di un belga chiamato Nagan e i primi test furuno condotti nel lontano 1890.

L’unione di questi due differenti soluzioni portarono allo sviluppo e alla realizzazione del Mosin-Nagant, modello 1891, e fu utilizzato dall’esercito dello zar Nicola II fino alla dissoluzione dell’impero russo avvenuto nel 1917.

L’intento originario era quello di sostituire i vecchi fucili Berdan privi di meccanismo automatico di sparo; in effetti, da questa considerazione si volle approntare una soluzione con caricatore a cinque colpi.La versione a carabina, Mosin-Nagan 1938, era una variante semplificata del modello originario e fu appositamente realizzata per le unità di cavalleria. Il modello 1891 si basava su un calibro da 7,62 mm con una canna d 72,9 cm. Il peso di questa versione si attestava attorno ai 4 kg ed era in grado di conferire al proiettile una velocità iniziale di 811 m/s e il caricatore poteva ospitare fino a cinque colpi.

Al contrario, la variante utilizzata dalle unità di cavalleria, ovvero il modello 1938, era sempre basata su calibro da 7,62 mm ma disponeva di una lunghezza di 1,016 metri con la canna da 50,8 cm; il peso era leggermente inferiore rispetto al modello base, ossia 3,47 kg, con una velocità del proiettile di 768 m/s.

Il modello 1891 non era provvisto di un sistema efficiente di sparo perché era molto suscettibile a inceppamenti; in effetti, il funzionamento a ripetizione era abbastanza complicato non per nulla pratico.

Dopo la seconda guerra mondiale e con la diffusione di fucili a ripetizione automatica, questi modelli furono gradualmente ritirati dal servizio.

Il fucile Mosin-Nagant era considerato un fucile di precisione tanto da essere utilizzato dai cecchini russi, ma anche dall’esercito nazista. Alcuni ritengono che una versione di questo fucile fu anche utilizzato dall’eroe nazionale dell’armata rossa Vassili Zaitsev nella sua versione originale.

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