Guncell, pistola telefonino e arma segreta non ancora regolare

di Sandra Commenta

Nasce negli Stati Uniti la Guncell. Esaminiamo dunque questa volta una pistola non di tipo legalmente detenibile, come quelle di cui siamo abituati a parlare nel nostro sito. E’ un’arma celata sotto le mentite spoglie di un telefonino, ed a titolo di conoscenza andiamo a verificarne le caratteristiche. Non certo dall’aspetto molto moderno, come cellulare questo tipo di marchingegno non avrebbe oggi alcun successo sul mercato, data la sua scarsa somiglianza con i telefonini di ultima generazione. In effetti non è dotato neppure della possibilità di fungere da telefono, ma il suo asso nella manica sta proprio nel fatto di essere un’arma camuffata.
I proiettili sono di calibro 22. Per premere il grilletto di una Guncell, basta schiacciare uno dei tasti cinque, sei, sette, otto. Il caricatore è posizionato al posto della batteria del finto cellulare, ossia dietro lo schermo. L’antenna, simile a quelle dei telefonini Ericsson di prima generazione, è la canna di questa pistola. Non è un revolver da cui aspettarci delle prestazioni elevatissime, dato che non è questo lo scopo per il quale è stato messo a punto. Ma da una distanza di circa dieci metri si può riuscire a sparare con discreta precisione.
Pare che a fare uso in Italia di pistole di tipo Guncell siano stati alcuni membri della camorra, già arrestati, affiliati al clan dei Gionta, di Avellino. Ancora tutte da scoprire le dinamiche di uso di questo tipo di arma: se cioè grazie al suo travestimento la Guncell è stata già trasportata a bordo di aerei di linea internazionale, ovviando ai controlli aeroportuali, o quali altre imprese non ancora scoperte siano state realizzate da quest’arma.
Prettamente studiata solo per la malavita, o per autodifesa di comuni cittadini, ma comunque destinata alla detenzione illegale finché non troverà più ampio mercato, questa pistola ha aspetti interessanti dal punto di vista sociologico e da quello dell’approfondimento speculativo. E’ evidentemente un’arma studiata appositamente per agire di nascosto, per compiere atti illeciti, per passare i controlli delle autorità, ed anche per consentire al cecchino di non aver bisogno di fuggire immediatamente dopo il fatto, né sbarazzarsi subito ed in modo pericolosamente scopribile dell’arma del delitto. Di sicuro i criminologi ci faranno ancora sentir parlare in futuro di questo tipo di arma, che ad oggi è solo un prototipo.

 

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