Kukri, il letale coltello nepalese

di Matteo Carriero Commenta

Il kukri è un coltello di ragguardevoli dimensioni (tra i 30 e i 40 cm), con una lama pesante e molto ricurva, larga fino a 10 cm. L’arma ha un grande significato simbolico e rappresenta il valore del guerriero gurka. Questo pericolosissimo coltello si è ormai diffuso in tutto il mondo ed è noto per la sua lama del tutto caratteristica.

Il coltello presenta una lama curva con angolo di 20 gradi affilata solo sul lato concavo, più larga in prossimità della punta, storicamente in acciaio, anche se in momento in commercio se ne trovano versioni create con varie leghe. L’impugnatura del kukri è in legno o avorio, ma anche, più di recente, in metallo. Il coltello si accompagnava quasi sempre a un fodero ricurvo in legno o cuoio.

Il kukri conobbe un rapido successo anche tra gli occidentali, che lo conobbero bene durante l’occupazione delle Indie. Si distinguono in genere due tipi di kukri: il primo, con lama meno spessa e soprattutto meno larga è detto orientale, e il suo nome nepalese è Sirupate. Il secondo tipo di kukri presenta una lama più larga e spessa ed è detto occidentale, Budhuna o Baspate in nepalese.

Gli esemplari di kukri più antichi oggi conservati risalgono al 1500, sebbene non si escluda che possano esserne stati forgiati anche in precedenza. Gli inglesi conobbero la pericolosità dell’arma bianca nel conflitto del 1814-16, in cui per via della Compagnia Britannica delle Indie Orientali l’inghilterra iniziò un conflitto con il Regno del Nepal e i suoi prodi guerrieri gurka armati di grandi coltelli. Il kukri per la sua forma minacciosa ed estremamente particolare è divenuto uno tra i più noti tipi di coltelli orientali. Tra le altre cose, fu proprio un kukri a determinare la morte di Dracula per mano di Jonathan Harker nel romanzo di Bram Stoker.

Photo Credits | Richard Bowen su Flickr

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