I romani usavano proiettili sonori per terrorizzare i nemici

di PieraLombardi Commenta

Proiettili che fischiavano quando lanciati e terrorizzavano il nemico. Gli archeologi che studiano l’artiglieria dei Romani nell’antico sito di battaglia di Burnswark Hill a Dumfiesshire in Scozia ne hanno trovati 700 e hanno scoperto che i Romani hanno utilizzato su questo sito il rarissimo tipo di proiettile da fionda in piombo speciale che fischiava se veniva lanciato, dopo aver deliberatamente scelto questo tipo di design per il proiettile per incutere terrore nelle truppe avversarie grazie al fischio nel corso di un assedio molto difficile effettuato oltre il vallo di Adriano.

 

La collina di Burnswark è un forte circondato da due campi romani, uno a nord, l’altro a sud. Si è pensato che i due campi fossero stati edificati in funzione dell’assedio, poi che fossero di addestramento e questo potrebbe spiegare la presenza di una quantità davvero notevole di proiettili trovati nella zona: 130 proiettili da fionda in piombo, 11 palle da catapulta, nove punte di freccia d’argento.

Più probabilmente il forte della collina di Burnswark è stato preso d’assedio da parte dei Romani con un attacco durante il regno di Antonino Pio, che arrivò a nord del famoso Vallo di Adriano nel tentativo di conquistare la Scozia. Riuscì ad avanzare, ma dopo un decennio le legioni dei Romani si ritirarono dietro il confine segnato dal Vallo di Adriano.

Le prime ricerche hanno evidenziato che i proiettili, fatti di piombo fuso e lanciati con apposite fionde, erano di due tipologie: larghi e a forma di limone o  più piccoli e a forma di ghianda. Quindi si è scoperto un terzo tipo di proiettile: un piccolo oggetto oblungo di 20 grammi di peso nel quale era stato praticato un buco e con un buco di appena 0,5 mm di diametro. La dimensione dei buchi è identica in tutti i proiettili.

Perforare i proiettili in piombo richiede molto tempo e  lavoro, specie se si considera che poi la munizione una volta lanciata viene quasi certamente persa. E inoltre il foro alleggerisce il proiettile, riducendo leggermente le conseguenze dell’impatto sull’oggetto colpito. Allora perché dargli questa forma? Prima si pensava che i fori potessero ospitare un veleno, ma l’ipotesi migliore è che servissero a far fischiare il proiettile.

Il fischio sommato ad altri fischi, creava un rumore fastidioso e irritante come quello di un assedio di vespe furiose che incuteva timore negli avversari. Un tentativo di replica del lancio ha evidenziato come si potessero lanciare contemporaneamente piccoli gruppi di 3 o 4 pallini alla volta. Pensiamo all’effetto che potevano avere migliaia di proiettili in grado di percorrere oltre 500 metri lanciati tutti assieme sul fronte nemico.

Complessivamente nel corso degli scavi sono stati ritrovati 700 proiettili da fionda, più di quanti ne siano stati trovati in qualsiasi altro campo di battaglia in Europa. Il proiettile forato però è una specificità di Burnswark: in nessun altro scavo ne sono stati mai rinvenuti, eccezion fatta per proiettili usati in Grecia tra il II e il III secolo a.C., che però in quel caso erano di ceramica e non di piombo.

 

 

Fonte e foto thehistoryblog.com

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