Occhio allo scudo per gli agenti sull’uso delle armi, visto che a breve cambieranno le cose con la nuova legge. Il nuovo pacchetto Sicurezza introduce una svolta decisiva nel controllo del territorio, ponendo al centro della propria strategia il contrasto alla diffusione e all’utilizzo delle armi, con particolare attenzione a quelle “bianche” e alla protezione legale per chi è chiamato a impugnarle per dovere di Stato.
Inevitabile, in questo particolare momento storico, analizzare più da vicino il fenomeno delle armi a scuola, visto che in tanti si stanno chiedendo cosa stia succedendo nel 2026. L’allarme lanciato dalle recenti analisi statistiche sulla condizione giovanile in Italia delinea un quadro preoccupante. La violenza tra i minorenni non è più un fenomeno isolato, ma una tendenza in rapida ascesa che permea la quotidianità di molti adolescenti.
Sono verdetti chiari quelli che ci arrivano a proposito della produzione e vendita di armi negli ultimi dieci anni. Il settore globale degli armamenti ha registrato un anno record nel 2024, con vendite in forte crescita, spinte primariamente dai conflitti in Ucraina e a Gaza. Secondo l’ultimo rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), le vendite complessive delle 100 maggiori aziende produttrici hanno raggiunto la cifra storica di 589 miliardi di euro (679 miliardi di dollari), segnando un aumento del 5,9% rispetto all’anno precedente. Su un arco decennale, la crescita è ancora più netta, con un incremento del 26% tra il 2015 e il 2024.
Questo boom è il risultato di una domanda in continuo aumento e del conseguente ampliamento delle capacità produttive delle aziende del settore. Alcune società hanno superato ogni previsione: la ceca Czechoslovak Group ha quasi triplicato i ricavi (+193%), e persino SpaceX di Elon Musk ha visto il suo fatturato nel settore armamenti raddoppiare (+103%).
Necessario un approfondimento oggi sul delicato tema delle armi in Ucraina. Il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, si recherà venerdì a Washington per incontrare l’omologo statunitense, il Segretario alla Guerra Pete Hegseth. I colloqui si concentreranno sulle posizioni congiunte in merito ai conflitti in Ucraina e a Gaza, ma l’attenzione principale degli Stati Uniti è rivolta all’adesione formale dell’Italia al piano PURL (Prioritised Ukraine Requirements List). Questo programma europeo prevede l’acquisto di armi made in USA da destinare a Kiev, un impegno che Washington desidera veder saldato dai Paesi europei.
Nuovi studi sulla diffusione di armi negli Stati Uniti. Possedere un’arma è un diritto costituzionale negli Stati Uniti, ma la maggior parte degli americani sceglie di non esercitarlo. Secondo un sondaggio del 2023 condotto dal Pew Research Center, solo il 32% circa degli adulti americani possiede un’arma da fuoco. Tuttavia, sebbene meno di un terzo della popolazione possieda un’arma, gli Stati Uniti si distinguono come l’unico Paese al mondo con più armi possedute da civili che persone.
Il tema delle armi negli Stati Uniti continua a tenere banco, al di là del fatto che da un po’ di tempo a questa parte per fortuna non leggiamo fatti di cronaca gravi. Gli Stati Uniti non sono solo noti per avere alcuni dei politici più intriganti, ma sono anche una nazione di possessori di armi. Con più armi da fuoco possedute da civili di qualsiasi altro paese al mondo, è chiaro che le armi sono profondamente radicate nella nostra cultura.
Tuttavia, possedere armi in America non è così semplice come molti credono. Tra trend di crescita e disparità demografiche, c’è molto da imparare sulle armi negli Stati Uniti.
La notizia del mese, per quanto concerne gli appassionati di armi, riguarda senza ombra di dubbio una novità legislativa a proposito delle armi ad agenti senza licenza. Sostanzialmente, la scorsa settimana abbiamo assistito a quello che possiamo definire un vero e proprio via libera al porto d’armi per gli Agenti fuori servizio. Questo perché il Senato ha deciso di approva la disposizione tramite il Decreto Sicurezza.
La domanda di armi è in crescita. Il colosso tedesco della difesa Rheinmetall ha annunciato risultati finanziari straordinari per il primo trimestre dell’anno in corso, evidenziando una crescita impetuosa nel settore degli armamenti. Le vendite hanno registrato un incremento del 46% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 2,3 miliardi di euro. A trainare questa performance è stato in particolare il comparto difesa, che da solo ha generato ricavi per 1,8 miliardi di euro, segnando un aumento del 73%.
Crescita importante per quanto concerne le esportazione di armi da parte dell’Italia, in merito ad uno studio che sta facendo chiacchierare molto oggi. Il recente rapporto dell’Istituto di ricerca sulla pace di Stoccolma (SIPRI) rivela cambiamenti significativi nel commercio globale di armi nel periodo 2020-2024.
Importante capire cosa succede con la legge sulle armi di febbraio 2025. È iniziato alla Camera dei Deputati il secondo round della riforma della legge 185/90, la norma che da 35 anni regola le esportazioni di armi italiane. La maggioranza ha impresso un’accelerazione al disegno di legge che mira a smantellare alcuni dei meccanismi di controllo sulle procedure di esportazione, aprendo alla cancellazione dell’obbligo di trasparenza sulle operazioni finanziarie legate all’export di armi. Questa decisione ha suscitato vive proteste da parte della società civile, delle organizzazioni per la pace e dei partiti di opposizione.
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