Alle armi cittadini, francesi chiamati come riservisti

di PieraLombardi Commenta

Dopo la strage di Nizza rivendicata dall’Isis, compiuta dal killer di origini tunisine Mohamed Lahouaiej Bohulel, costata la vita a 84 persone, la Francia in stato di emergenza prolungato, chiama i cittadini alle armi come riservisti per rafforzare i ranghi della polizia e gendarmeria, contribuire alla sicurezza nazionale, intervenire in caso di emergenza, una volta addestrati. Figure a metà tra soldati e cittadini, chi sono i riservisti? Come nascono in Francia? Come sono nominati? Che ruolo svolgono? Andiamo a scoprirlo.

 

 

Interprando alla lettera un passo dell’inno nazionale, la Marsigliese, ‘Aux armes, citoyens’, alle armi cittadini, il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve, invita i civili volenterosi ad arruolarsi nella ‘riserva’ per essere addestrati e intervenire in caso di emergenza.

La riserva  francese conta al momento 12.000 volontari di cui 9.000 nella gendarmeria e 3.000 nella polizia. Cazenueve ha spiegato che l’appello fa parte di un’operazione più vasta di rinforzo della presenza delle forze di sicurezza nel Paese, con quasi 100.000 uomini schierati, tra cui 53.000 poliziotti, 36.000 gendarmi e 10.000 soldati.

La riserva in Francia è stata creata nel 1872 durante la Terza Repubblica. All’epoca c’era la coscrizione obbligatoria per tutti i cittadini, ovviamente estesa in caso di guerra. Dopo l’abolizione del servizio militare, nel 1997, la riserva è stata cambiata, essendoci una sempre maggiore professionalizzazione delle forze armate.

I riservisti sono truppe supplementari che rafforzano le forze armate, in media 25 giorni all’anno e su base volontaria, svolgendo gli stessi compiti dei soldati, sottufficiali e ufficiali impegnati nel controllo del territorio.  Un piccolo numero di essi, 300, sono inviati ogni anno in operazioni all’estero. L’obiettivo di questa riserva è quello di rafforzare l’organico quando come ora non è sufficiennte.

In aggiunta a questa riserva denominata ‘operativa’, circa 3800 volontari portano le loro competenze,  per promuovere lo spirito patriottico nella società civile. La loro età media è alta: più di 50 anni. Non indossano uniformi, non svolgere attività militari, ma gli un grado viene assegnato ad honorem.

Per diventare un riservista, è necessario avere almeno 17 anni – massimo 35 anni nell’esercito, 35 nella Air Force – essere di nazionalità francese, e avere specifici requisiti fisici. Il riservista firma un contratto per un periodo da uno a cinque anni, e gode di un’indennità di servizo di 54 euro netti al giorno.

I riservisti sono regolarmente addestrati per integrare un esercito sempre più professionalizzato. L’addestramento militare iniziale di riservisti si svolge nell’arco di 13 giorni nei reggimenti, di cui 5 giorni consecutivi per imparare ogni aspetto della vita militare.

Nel caso specifico, gli eventuali riservisti dovranno controllare le persone alle frontiere e sulle strade.

Dal 13 novembre scorso, abbiamo già controllato 48 milioni di persone in tutto il Paese e alle nostre frontiere aeree e marittime”, ha spiegato il ministro Cazeneuve.

Le speranze del governo sono rivolte però più che ai nuovi, ai vecchi riservisti, pensionati della polizia che hanno esperienza,  almeno 12.000 persone. Al 31 dicembre 2014, in Francia i riservisti erano 54.860, tutti francesi, con un’età di almeno 17 anni. Una nuova legge conta inoltre di reclutarne altri e far passare i giorni di attività da 25 a 30 per ogni anno.

 

 

Fonte lefigaro.fr

Photo credits Thinkstock

 

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