DroneDefender, il fucile che abbatte i droni (VIDEO)

di PieraLombardi Commenta

Per la prima volta a Parigi nel corso delle celebrazioni del 14 luglio, reparti speciali erano muniti di nuove armi antidrone in caso di attacchi terroristici dal cielo. A Nizza, dove purtroppo non hanno funzionato normali misure di sicurezza, non sarebbero comunque serviti. Quel che è certo è che negli ultimi tempi sempre più compagnie stanno lavorando sui droni utilizzati sia in ambito militare che civile, e l’esercito americano che se ne avvale, sta studiando modi di distruggere apparecchi nemici senza provocare danni ai civili. L’appaltatore del governo Usa, Battelle, ha realizzato DroneDefender, un fucile a spalla basato su raggi ultravioletti e onde radio. Il funzionamento è spiegato nel video realizzato dalla stessa società.

 

 

DroneDefender è un fucile a spalla che emette raggi ultravioletti e onde radio ed è in grado di distruggere un drone a distanza. Pesa circa 10 chili e può abbattere droni fino a 400 metri di distanza. Premendo il grilletto, il fucile emette un’esplosione di energia elettromagnetica sintonizzata con le frequenze più comuni che disattiva il funzionamento del drone impedendogli di recepire i comandi.

Può aiutare l’esercito in numerosi ambiti: dal prato della Casa Bianca alle basi militari, passando per le ambasciate all’estero, le carceri, le scuole e i siti storici – ha dichiarato afferma Alex Morrow, direttore del progetto -DroneDefender è in grado di neutralizzare in modo semplice ed affidabile la minaccia.

Chiaramente progettato per scopi militari e non in vendita per usi civili, è ritenuto uno strumento utile per garantire la sicurezza dei cittadini perché toglie il controllo del drone a chi lo sta manovrando, e la società si riferisce a droni dotati di esplosivi che potrebbero provocare danni alle persone.

Ma le cose non sono così semplici: difficile pensare che delinquenti  o tantomeno terroristi pilotino un drone a vista, con il rischio di essere scoperti all’istante. Potrebbero avvalersi del volo automatico per cui l’abilità del fucile di neutralizzare il radiocomando verrebbe meno. Ma, ammesso che il fucile riiuscisse a neutralizzare il gps dell’apparecchio, ci sarebbero altri problemi. Uno fra tutti: dove potrebbe finire il drone colpito, forse carico di esplosivo? Un pericolo nel pericolo.

 

Fonte battelle.org

Fonte video youtube.com

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