Armi chimiche, dalla Prima Guerra mondiale al Vietnam

di Sandra Commenta

Le armi chimiche sono un mezzo offensivo militare in espansione, del quale vengono immesse sempre nuove versioni sul mercato delle armi, e sempre nuove ricerche scientifiche vengono avviate per studiare e mettere a punto dispositivi bellici di questo tipo. Fanno parte di questa categoria di armi anche i mezzi chimici atti ad influire sull’ambiente di un territorio, e dunque ad influire in un modo o nell’altro sulle condizioni di vita della nazione. Sono detti “aggressivi chimici” tutti gli agenti chimici prodotti a livello industriale che si possono reperire ed utilizzare per scopi militari.

Durante la Prima Guerra Mondiale si fece largo uso di questo tipo di sostanze, con le quali si munizionava addirittura il 30% delle armi dell’esercito austro-ungarico.
Nel 1907 la Convenzione dell’Aja mise fine all’uso lega,le degli aggressivi chimici. Evidentemente con poco successo, o meglio con scarsa attuazione da parte delle nazioni che furono poi coinvolte nella guerra del ’15 – ’18. Un successivo provvedimento atto a porre fine a questo pericoloso modo di gestire operazioni belliche fu il Protocollo di Ginevra, del 1925, e successive integrazioni che vennero ritenute necessarie.

Invece, con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale, ci fu un revival dell’uso di aggressivi chimici, senza alcun ossequio per le precedenti disposizioni di leggi e per gli accordi internazionali tra le nazioni. Anche gli Stati Uniti si fecero protagonisti, con gran clamore dell’opinione pubblica, di un certo uso di sostanze chimiche tossiche durante la già di per sé molto discussa guerra del Vietnam.

Si usarono in quell’occasione diserbanti per le piante, veleni di vario tipo, sostanze altamente nocive ed anche agenti aggressivi denominati “psicotossici”, in grado di alterare le percezioni umane, agire sul sistema nervoso e produrre danni permanenti a livello psichico e mentale. E’ stato molto usato in questo campo anche l’allucinogeno Lsd, il cui uso era finalizzato a rendere inoffensivo il nemico per un certo lasso di tempo, fino ad otto ore, alterandone il comportamento e rendendolo incapace.

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