L’arco moderno, materiali e classificazione

di Benjo 1

Nonostante faccia parte della storia dell’uomo, prima come strumento da caccia poi come arma da guerra, spesso viene sminuita la grande potenza di questo strumento che in alcune culture ha ispirato stili di vita e addirittura filosofie, ed è giunto fino ai giorni nostri pur se con funzioni più ludiche.

Si sta parlando dell’Arco, un semplice strumento capace di lanciare un proiettile, la freccia, tramite la contemporanea flessione dell’elemento flessibile di cui e costituito e la tensione della corda legata alle estremità dello stesso elemento. Rispettando al configurazione base, un arco moderno si compone di una parte rigida centrale detta riser; di una parte elastica costituita da due elementi flettenti, detti anche limb fissati al riser centrale; alle estremità dei flettenti si trovano le tips, particolari scanalature alle quali viene fissato l’anello della corda; la corda, realizzata con una serie di fili, in genere in numero di 12 o 18, intrecciati per renderla più elastica e robusta.

Generalmente sul riser troviamo, oltre all’impugnatura o grip, un poggiafreccia detto rest; gli stabilizzatori, cioè delle aste di varie lunghezze e peso, fino ad un numero di tre montante a “Y” necessari a ridurre lo sbandamento dell’arco durante il tiro; fissati in qualche modo alla corda si possono trovare i cosiddetti silenziatori, necessari per ridurre al minimo le vibrazioni della corda una volta rilasciata. Infine su alcuni archi moderni è possibile trovare una specie di grilletto di sparo, cioè un pulsante capace di sbloccare un’apposita frizione che rilascia la corda e permette il lancio della freccia; questo dispositivo è molto utile per ridurre notevolmente il cosiddetto “paradosso dell’arciere“, cioè l’eventuale influenza, data dal rilascio manuale, al volo della freccia.

Gli archi moderni vengono realizzati in vari materiali; primo fra tutti il legno di tasso, come nell’antichità. Vi sono inoltre archi costruiti in materiali metallici e materiali sistetici o polimerici; possiamo infatti trovare parti statiche di alcuni archi realizzati in alluminio e parti flettenti realizzate in fibra di vetro o fibra di carbonio. Allo stesso modo anche per le corde, c’è stata un innovazione che ha peermesso di passare dalle fibre naturali, lino e tendini animali, con le quali venivano realizzate nell’antichità fino a tempi recenti, al dacron ed al più moderno Fast Flight che risulta più rigido e resistente di un cavo d’acciaio.

A seconda della forma e dal funzionamento, gli archi possono essere distinti in Longbow, Arco ricurvo, Arco riflesso ed Arco Compound. Il Longbow, il cosiddetto arco lungo o arco gallese, è caratterizzato da flettenti lunghi e stretti: il riser di questo tipo di arco è semplicemente l’impugnatura e comprende un piccola finestra, il rest. L’arco gallese veniva in origine realizzato dalla lavorazione di ramo di legno unico ed una volta sganciata la corda diviene un’asta dritta.

Particolarità dell’Arco ricurvo è il riser che ne costituisce circa 1/3 della lunghezza complessiva; inoltre i flettenti sono corti e larghi a differenza dell’arco Longbow. I flettenti hanno una particolare curvatura che si oppone a quella del riser assicurando una maggiore potenza. I moderni archi ricurvi hanno spesso un sistema “take down” che permette di smontare  i flettenti. Con la massa maggiorata del riser l’arco ricurvo risulta molto più stabile e preciso in fase di rilascio. I moderni archi olimpici per il tiro alla targa derivano dall’arco ricurvo.

L’arco riflesso, molto diffuso in oriente, è costituito da un riser corto come nei longbow ma differenza di quest’ultimo i flettenti sono realizzati in legno rigido e lamine di corno, il tutto trattato con resina e avvolto con tendine di animale. Grazie alla particolare forma e al trattamento di realizzazione questo tipo di arco permette un notevole carico sui flettenti. Se sganciato dalla trazione della corda questo arco assume la propria posizione di riposo con una caratteristica forma a “C”.

Infine l’Arco compound si caratterizza per lo sfruttamento del principio dei flettenti semirigidi. La flessione dell’arco avviene tramite un sistema di leve e carrucole eccentriche che permette inoltre di accumulare maggiore energia con notevole riduzione dello sforzo muscolare al momento di tensione dell’arco.

» GUIDA AL TIRO CON L’ARCO

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