La spada uncinata è un’arma antica cinese, originaria più precisamente della Cina settentrionale, che gli studiosi e gli storici ritengono avere origini antichissime: si parla addirittura del periodo dei regni combattenti, tra il 453 aC e il 221 a.C. L’arma veniva realizzata pensando all’utilizzo che ne avrebbe fatto il combattente in coppia, e presenta alcune peculiarità assolutamente uniche.
Tra le armi antiche più affascinanti troviamo il kopesh, la spada-falce degli antichi egizi. Il kopesh in realtà, benché noto per l’utilizzo che ne fece il popolo egiziano, non è stato inventato dagli egizi ma dai sumeri: solo in seguito la spada-falce è stata fatta propria dal popolo dei faraoni. La storia di quest’arma è lunghissima, tanto che secondo gli ultimi studi cadde in disuso solo nel 1300 a.C., dopo aver ispirato la creazione di svariate altre armi tra cui, secondo molti, anche la classica scimitarra medio orientale.
Il modello G36c della Golden Bow lanciato tre anni fa è ancora tra i migliori fucili d’assalto softair, riuscendo a coinugare resistenza, potenza e precisione con un prezzo assolutamente allettante di circa 90 euro.
Il modello di fucile da cecchino softair Vsr 10 della Well si presenta con un ottimo rapporto qualità prezzo. Come sottolineano spesso gli appassionati, il fucile è esteticamente molto bello, e per quanto riguarda la funzionalità e le caratteristiche tecniche è di base discreto, ma con un paio di semplici modifiche (sostituzione della molla in primis), il Vsr 10 diventa un fucile softair da cecchini di buon livello.
Il pilum è un tipo particolare di giavellotto che veniva usato dagli antichi romani nei combattimenti a breve distanza. Decisamente peculiare risulta il fatto che ogni soldato (ogni pilano), non era provvisto di un pilum ma di due: uno leggero e uno pesante. Questa arma inastata aveva una lunghezza quasi sempre compresa tra i 150 e i 190 cm, con un gambo in ferro studiato affinché penetrasse negli scudi nemici raggiungendo il corpo dell’avversario. La parte di raccordo tra legno è ferro era quella decisamente più variabile.
Il kusarigama (kusari-kama, letteralmente catena-falce) è una delle più spettacolari armi dei ninja, nonché una delle più brutali e affascinanti armi orientali in assoluto. Come si evince dal nome e come è facile intuire, è una sorta di miglioramento del kama, la classica, piccola falce da combattimento delle arti marziali giapponesi, filippine, malesi e non solo. Il kusarigama nasce dal collegamento di un kama a una sfera di metallo, tramite una catena collegata a un anello posto sul manico del kama. L’arma, raramente usata dai samurai, divenne invece classica dei ninja, tanto da entrare anche nell’immaginario collettivo grazie a film e cartoni animati. Ma una cosa è sicura: il kurasigama non è un giocattolo.
Il kama nasce, come molte altre armi utilizzate nelle arti marziali giapponesi (ma lo stesso si può dire per le arti marziali cinesi), nasce come semplice attrezzo agricolo. Una piccola falce per mietere il raccolto, utilizzata soprattutto nei campi di riso. Difatti, prima di divenire una letale arma delle arti marziali giapponesi, il kama era diffusissimo in larghe zone dell’asia, tanto che modelli non dissimili sono utilizzati nelle arti marziali malesi, filippine e indonesiane, e l’utilizzo del kama, seppur poco frequente, non è del tutto estraneo nemmeno alle arti marziali cinesi.
Il yawara è un’arma tradizionalmente usate nella pratica delle arti marziali giapponesi. È un’arma legale ed estremamente semplice, ma il suo aspetto non deve ingannare: il combattente che la impugna può facilmente causare fratture e blocchi muscolari multipli in un breve arco di tempo.
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