Shuriken, armi da ninja

di isayblog4 Commenta

Li abbiamo visti migliaia di volte in scene di film storici giapponesi o moderni di arti marziali, magari qualche volta abbiamo anche pensato di usarli personalmente: sono i micidiali Shuriken.

Il termine Shuriken letteralmente viene tradotto come lama nascosta nella mano, in particolare indica dardi di varie forme e dimensioni che possono essere suddivisi in due grandi categorie: i Bo Shuriken e gli Shaken. La prima categoria dei Bo Shuriken la più diffusa, è costituita da tre modelli principali distinti a seconda della provenienza del materiale utilizzato per la loro costruzione; il primo modello, definito “gata hari” ha forma cilindrica con lati dritti oppure a forma di ago; il secondo modello, definito “gata Kugi” ha sezione quadrata a forma di chiodo; il terzo modello, definito “Tanto gata”, di forma piatta e più ampia con un aspetto molto simile ad un coltello. In genere i Bo Shuriken sono lunghi dai 12 ai 21 cm ed hanno un peso che varia dai 35 ai 150 grammi. Le tre categorie Bo Shuriken si suddividono a loro volta secondo  una classificazione distinta in base alla forma delle lame o in base agli oggetti dai quali sono stati adattati.

La seconda categoria, degli Shaken o delle “Lame Rotanti”, si divide a sua volta in due sotto categorie: Hira Shuriken e Seban Shuriken. Gli Hira Shuriken presentano una  forma piatta a forma di croce o di stella con un numero di punte variabili, mentre i Seban Shuriken presentano una forma piatta con lame a forma di losanga. Non ci sono testimonianze certe sulla nascita di queste armi ma possiamo supporre che l’idea di base dello Shuriken è legata ai primordi della storia umana, ovvero quando l’uomo lanciò per la prima volta un arma contro un avversario per proteggersi o per attaccarlo.

Sembra inoltre che i primi Bo Shuriken furono creati dall’utilizzo di scarti di carpenteria e così pure potremmo supporre, per le origini degli Shaken costruiti partendo proprio dai wakugi, comuni attrezzi da carpentiere o falegname. I Bo Shuriken ad esempio si presume nascano dai coltelli da lancio forgiati originariamente dai chiodi da carpentiere giapponesi poi lavorati o, a causa dello stretto legame con le scuole di kenjutsu, dall’evoluzione di una lama di spada lanciata.

La scarsa informazione circa l’origine storica dell’arte Shuriken è dovuta ad una serie di motivi, ma quello più plausibile è il fatto che l’improvviso lancio di oggetti nascosti era una tecnica di combattimento legata ad attività segrete ed all’inganno. Inoltre questo tipo di tecnica probabilmente non era tenuta nella stessa considerazione delle arti kenjutsu che invece usavano tecniche raffinate per brandire spade di grande pregio ed eleganza. C’è da dire che gli Shuriken erano armi ritenute secondarie alla spada o ad altre armi nelle scuole di arti marziali principali del tempo.

Considerato il fatto che non vi è stata una formalizzazione o una standardizzazione dello Shuriken nelle varie scuole di arti marziali, come fu per la Katana, si assiste ad uno sviluppo dell’arma abbastanza frammentato con molteplici tipi di modelli di lame e scuole in tutto il Giappone. Un particolare tipo di Bo Shuriken è il cosiddetto Kogai, il tradizionale bastoncino sottile appuntito, lavorato o non, lungo circa 20 cm con manico del largo circa 1,5 cm. Il Kogai era originariamente fatto in avorio o in argento decorati con disegni e incisioni; in genere servivano a uomini e donne come forcine ornamentali per fermare la tradizionale acconciatura dei capelli. Nella cultura storica giapponese vi sono particolari episodi che evidenziano una particolare maestria di eminenti personaggi di varie epoche nel lanciare oggetti acuminati o taglienti e grazie ai quali riuscivano in imprese degne di nota. Alcune ricerche porterebbero a vedere le armature dei soldati giapponesi come formate da alcune parti all’occorrenza trasformabili in Shuriken e lanciate contro il nemico in battaglia qualora la situazione lo richiedesse.

Le tecniche di utilizzo di queste armi costituiscono una particolare arte marziale meglio nota come Shurikenjutsu. La tecnica di lancio degli Shuriken, si può dire che si distingue fondamentalmente in due metodi a seconda della forma Bo Shuriken o Hari Shuriken. Infatti per i primi a bastoncino diciamo, o a coltello, la tecnica usata è in genere dall’alto verso il basso: lo Shuriken viene tenuto tra il polpastrello del pollice e la parte laterale della nocca dell’indice e viene lanciato con un movimento del braccio a catapulta (come nel lancio del coltello). La stessa tecnica si può usare effettuando il lancio dal basso verso l’alto: lo Shuriken si tiene tra il polpastrello del pollice e la nocca dell’indice, oppure tra la parte laterale del polpastrello del pollice ed il palmo della mano; il lancio scaturisce da un movimento tipo frusta che si completa con un movimento di polso simile.

L’altra tecnica di lancio degli Hari Shuriken prende spunto dal lancio di grosse monete che nel tempo furono rese affilate per una maggiore efficacia.  La tecnica di lancio è simile ma la posizione differisce nel fatto che il tiro avviene su di un piano orizzontale, con il palmo rivolto all’addome del lanciatore. Alla fine del lancio il polso effettua un movimento a frusta imprimendo alla lama un momento di rotazione mentre è in volo verso il bersaglio. Un abile lanciatore riesce a far penetrare lo Shuriken lanciato in un muro di argilla.

 

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