Panavia Tornado, dalla guerra fredda all’Afghanistan

di isayblog4 Commenta

Uno degli aerei militari più conosciuti nel mondo per versatilità ed efficienza che nonostante l’età riesce ancora a farsi onore nei moderni scenari di guerra: è il Panavia Tornado (Panavia PA200 Multi Role Combat Aircraft Tornado).

Il Tornado è un aereo da caccia multiruolo il cui progetto fu sviluppato alla fine degli anni ’60 dall’Italia in collaborazione con l’Inghilterra e quella che allora si chiamava Germania Ovest. L’aereo effettuò il primo volo il 14 agosto 1974 e da allora è giunto fino ai giorni nostri compiendo numerose missioni operative, in altrettanti scenari bellici, in tutto il mondo tra cui le prime operazioni militari nel Golfo Persico, nei territori balcanici, in Iraq e attualmente in Afghanistan.

Il progetto nacque dalla necessità di alcune nazioni di sostituire una serie di aerei da combattimento, tra cui gli F-104G e i Bucaneer, considerati obsoleti per l’epoca pertanto questi Paesi decisero di sviluppare in collaborazione un nuovo velivolo multiruolo. Agli inizi del 1968 confermarono la loro partecipazione al progetto il Belgio, i Paesi Bassi ed il Canada, e si aggregarono al consorzio europeo già composto da Italia, Inghilterra, Germania Ovest ma dopo un anno decisero di abbandonare il programma. Nel corso dello sviluppo del progetto proprio l’Inghilterra assurse a se il ruolo di leader tecnologico del consorzio denominato Panavia Aircraft GmbH, mentre il nuovo velivolo venne denominato ufficialmente MRCA (Multi Role Combat Aircraft).

Uno degli scopi del programma MRCA era quello creare una macchina capace di respingere la minaccia proveniente dai Paesi del Patto di Varsavia ed allo stesso tempo rendere l’Europa indipendente, dal punto di vista tecnologico e produttivo, dagli Stati Uniti.  Presso le aziende Aeritalia (odierna ALENIA),  British Aircraft CorporationMesserschmitt Bölkow Blohm  il progetto assunse connotati precisi con la versione biposto PA-200 per intercettazione e bombardamento, e la versione monoposto PA-100 per impiego da caccia, combattimento aereo; quest’ultima versione molto simile al MiG-23 ma dotato di due turboreattori fu poi abbandonata in fase di sviluppo nel 1970.

Gli impieghi per cui veniva sviluppato il nuovo aereo erano fondamentalmente sei: interdizione ed appoggio aereo, interdizione/attacco combattimento aereo, superiorità aerea, ricognizione, attacco antinave ed intercettazione/difesa aerea. Tra le varie specifiche operative si richiedeva al nuovo velivolo la capacità di operare condizioni meteorologiche avverse, con una manutenzione rapida, dotazione di un sistema di navigazione sofisticato e  capacità di utilizzare, nell’eventualità di perdita delle basi aeree, piste improvvisate come autostrade per atterraggio e decollo, e gallerie autostradali come hangar per il ricovero d’emergenza. A tal proposito i Tornado sono dotati di sistema frenante antiskid ed inversori di spinta per accorciare gli spazi di frenata. Altra specifica richiesta per il nuovo velivolo era la capacità di trasportare qualsiasi tipo di arma offensiva facente parte dell’arsenale NATO. Dopo una lunga fase di sperimentazione con i vari prototipi nel 1979 volò il primo esemplare di serie lo ZA319 Warton, poco dopo, ma nello stesso anno, volò il primo esemplare tedesco ed il primo effettivo Tornado italiano volò il 25 settembre 1981.

La struttura del Tornado è costruita in lega leggera e titanio. Particolarità degli aerei Tornado restano le ali a freccia a geometria variabile che gli consentono di assumere la migliore configurazione per le varie condizioni di volo. Proprio queste ali riescono a garantire decolli in spazi ridotti nonché  stabilità in volo ad alta velocità e a bassa quota. La fusoliera del Tornado ha una sezione più o meno rettangolare, con prese d’aria poste nella parte anteriore dei fianchi. La parte inferiore della fusoliera, la pancia, ha una conformazione piatta leggermente arrotondata ai bordi in quanto è stata sviluppata in modo da avere una funzione di portanza aggiuntiva a quella delle ali.

Altra caratteristica del Tornado è la deriva unica, alta e di grande superficie che aumenta notevolmente la stabilità in volo; la stessa deriva monta sul bordo d’attacco un’antenna per il sistema RWR ed una presa d’aria per l’impianto di condizionamento e di raffreddamento dell’avionica. L’abitacolo dell’aereo, come per altri velivoli militari, è disposto in tandem con tettuccio allineato alla fusoliera.

Il Tornado dispone di un sistema di controllo CSAS e APFD capaci di funzionare con il 75% di guasti ai circuiti. Tra gli apparati avionici del Tornado trova posto un elaborato radar TFR (Terrain Following Radar) che permette al pilota di visualizzare sull’apposito display il  profilo del terreno e,  in caso di circostanze avverse, permette al pilota automatico di volare in autonomia anche a bassa quota. Sostanziali modifiche ed aggiornamenti ha subito l’avionica  nell’ambito del programma di upgrade MLU.

Per quanto riguarda gli armamenti il Tornado è equipaggiato con due potenti cannoni, posizionati ai lati del muso, IWKA Mauser BK-27 tedeschi calibro 27 mm capaci di una potenza di fuoco di 1000 colpi al minuto in modalità aria-terra e 1700 colpi al minuto in modalità aria-aria; in alcune versioni il cannone puo essere uno. L’aereo inoltre dispone di sette punti d’aggancio totali di cui i quattro sub-alari rotanti con le ali e tre sotto la fusoliera per una capacità di carico totale pari a circa 9000 Kg. Normalmente l’equipaggiamento bellico di un Tornado comprende due serbatoi ausiliari, due pod ECM e due missili aria aria AIM-9L Sidewinder agganciati ai piloni alari; alla fusoliera in genere si possono montare alternativamente tre missili, oppure bombe a guida laser GBU-15 Paveway, oppure due supporti spezzoniere MW-1 capaci di montare da 4 a 8 bombe Mk.83 fino al peso massimo di 454 kg. Recenti modifiche nell’ambito del programma MLU (Mid Life Upgrade) hanno potenziato i piloni e i punti di aggancio in modo da sopportare carichi fino a 2000Kg e così consentire il trasporto di missili Apache e Storm Shadow.

In missioni antiaviazione, ovvero di distruzione degli aeroporti nemici, il Tornado può essere equipaggiato con armi dispenser JP233, ovvero dispenser da 2.335 kg, contenenti ognuno trenta bombe a grappolo SG357 antipista e 215 mine HB876 che hanno la funzione di interdire l’area della pista alle squadre di ripristino. In configurazione antinave o aria/terra il Tornado può essere equipaggiato con i missili MBB AS.34 Kormoran, AGM-88B/C HARM; il sistema di autodifesa dell’aereo è affidato ai dispenser di Chaff/Flares.

Dal primo volo il Tornado ha subito modifiche ed upgrade che hanno dato vita a tre versioni ufficiali: la versione IDS (InterDictor/Strike), cioè cacciabombardiere impiegata per missioni di attacco al suolo; la versione ADV (Air Defence Variant), cioè caccia intercettore per la difesa aerea ed infine la versione ECR (Electronic Combat/Reconnaissance), cioè la versione sviluppata per missioni di ricognizione e di guerra elettronica.

Dopo molti anni ormai dal primo volo i cacciabombardieri Tornado sono ancora in servizio nelle squadriglie aeree dell’Aeronautica Militare Italiana anche se si avvicina il giorno del pensionamento per cedere il posto al nuovo velivolo multiruolo EFA (European Fighter Aircraft) “Typhoon” ormai quasi giunto alla fase finale della sperimentazione.

 

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