Heckler & Koch P11, la pistola subacquea delle Forze Speciali

di Benjo Commenta

Una delle armi più sofisticate e segrete utilizzate da alcuni reparti speciali, in particolar modo da reparti con ambito operativo prevalentemente marino e subacqueo come il COMSUBIN e i Navy SEALs, sembra uscita da un film della serie 007 o Tomb Raider; stiamo parlando della Heckler & Koch P11.

La HK P11 infatti e una della meno note tra quelle prodotte dalla casa d’armi Heckler & Koch ma già da alcuni anni equipaggia gli uomini delle forze speciali di tutto il mondo. Il progetto di quest’arma fu sviluppato negli anni settanta per essere utilizzata in circostanze di combattimento subacqueo proprio per equipaggiare i reparti sommozzatori della Marina Militare di vari Paesi tra cui la Germania, l’Italia, la Francia, la Norvegia, l’Inghilterra e gli Stati Uniti.

La HK P11 doveva essere la risposta alla equivalente arma subacquea sovietica SPP-1M apparsa per la prima volta negli anni sessanta; a differenza dell’omologa arma sovietica la HK P11 utilizza munizioni di calibro maggiore e più ingombranti avendo allo stesso tempo maggiore numero di colpi disponibili con conseguente aumento della letalità di quest’arma.

La caratteristica principale della pistola subacquea HK P11 è l’impossibilità di ricarica automatica,  infatti quest’arma utilizza un caricatore a tamburo, che in effetti costituisce il corpo tamburo-canna della pistola, di tipo usa e getta contenente cinque colpi; per ricaricare l’arma bisogna sostituire l’intero corpo tamburo-canna. I tamburi, costituiti da cinque canne indipendenti disposte in circolo, non possono essere ricaricati sul campo ma dopo l’utilizzo in battaglia vanno raccolti e conservati per essere successivamente rispediti presso la casa madre che provvederà a ricaricarli. 

Ogni tamburo, come l’intero corpo della pistola, viene realizzato in tecnopolimeri e viene caricato con munizioni lunghe circa dieci centimetri in calibro 7,62 × 36 mm; si tratta di cartucce non convenzionali ma progettate appositamente per quest’arma e per l’utilizzo subacqueo. In effetti le normali munizioni in ambiente subacqueo non sarebbero efficaci in quanto risulterebbero imprecise poiché deviate dall’acqua con una gittata molto inferiore.

Ognuna delle cinque canne è sigillata ermeticamente da una sottile membrana in modo da proteggere sia l’interno della canna che la cartuccia in essa contenuta dall’acqua salata; al momento dello sparo il proiettile riuscirà facilmente a sfondare la membrana. L’innesco della cartucce nella HK P11 è di tipo elettrico;  nell’impugnatura della pistola infatti trovano alloggiamento, a tenuta stagna, due batterie da 9V che forniscono l’energia elettrica necessaria al funzionamento dell’arma.

La gittata utile della HK P11 può variare a seconda della profondità sottomarina ma si può affermare che mediamente, in prossimità della superficie, è di circa 15 metri; fuori dall’acqua invece la gittata utile stimata e di circa 30 metri. La precisione dell’arma viene a scemare su distanze maggiori in quanto i proiettili hanno una forma allungata e risultano relativamente pesanti; considerato inoltre che le canne non presentano una rigatura interna ed i proiettili non vengono stabilizzate in aria l’efficacia letale sulle lunghe distanze potrebbe risultare praticamente nulla.

In Italia la pistola HK P11 viene utilizzata maggiormente dagli Incursori e Sommozzatori del COMSUBIN che hanno compiti di antisabotaggio con capacità di combattimento subacqueo ma sono in dotazione anche ad altri reparti speciali tra cui il IX Reggimento “Col Moschin”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>