Ultimamente si è molto parlato di Forze Speciali, operazioni speciali ecc.. Bisogna ammettere che quando sentiamo parlare di Forze Speciali americane, il pensiero va subito a due punti saldi tra i reparti statunitensi addestrati a compiere operazioni non convenzionali: gli US Navy SEALs e la Delta Force.
La Delta Force, ovvero il 1st SFOD-D, 1st Special Forces Operational Detachment – Delta, è un reparto speciale dell’US Army, abilitato a compiere operazioni speciali nell’ambito della lotta al terrorismo. Il reparto è conosciuto anche con la denominazione di Delta o Combat Applications Group. Come gli US Navy SEALs, la Delta Force dipende direttamente dal JSOC, Joint Special Operations Command ed ha la propria base operativa a Fort Bragg nella Carolina del Nord.
Molti softgunners preferiscono utilizzare nelle loro combat una replica di un’arma più compatta anziché il classico fucile d’assalto di maggiore ingombro. Una delle
Durante le missioni compiute dalle Forze Speciali oltre ad equipaggiamenti ed armamenti speciali gli operatori spesso necessitano di mezzi per spostarsi che abbiano specifiche caratteristiche; propiro per questo motivo tutti i reparti speciali hanno a disposizione mezzi e veicoli creati o modificati appositamente per le operazioni non convenzionali che sono proprie delle Forze Speciali.
Per gruppi di uomini speciali chiamati a compiere operazioni speciali ci vogliono armi speciali; i reparti speciali italiani, militari e non, dispongono di una vasta gamma di armi di ogni tipo in modo da avere sempre la giusta dotazione richiesta per le specifiche della missione da compiere.
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Dopo il duro corso di
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Attualmente, grazie ad un particolare decreto dell’allora Ministro dell’Interno Francesco Cossiga, ci sono vari corpi speciali tra cui gli arcinoti
Ognuna delle Forze Armate italiane è dotata di almeno un reparto speciale che ha il compito di effettuare interventi non convenzionali in vari ambiti ed in teatri di guerra. Tra i più conosciuti, anche per le gesta eroiche compiute dai propri membri registrate poi nella storia, c’è il COMSUBIN, Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare Italiana.
Non si diventa incursori per caso ma è il frutto, come per qualsiasi altra professione, di tenacia e volontà: ecco gli ingredienti che la Marina Militare italiana chiede a chiunque intenda cimentarsi nel difficile Corso Ordinario Incursori.