Armi da fuoco storiche, l’altolà dell’Unione europea

di PieraLombardi Commenta

Altolà a moschetti, archibugi, fucili e a tutte le armi più antiche d’Europa, anche nelle riproduzioni moderne. La presidenza del consiglio europeo dei Paesi Bassi, nel quadro del rinnovo della direttiva sulle armi da fuoco, ha proposto che siano bandite le riproduzioni di armi storiche e di tutte quelle a colpo singolo. Per la federazione europea dei cacciatori, se entrerà in vigore la misura richiesta, verranno danneggiati 12 milioni di proprietari.

 

 

 

Ad essere a rischio, tutti i fucili della cosiddetta ‘categoria D’, cioè quelli lunghi a colpo singolo a canna liscia e la riproduzione di armi da fuoco antiche, attualmente non regolamentate dall’Ue.

La riforma della direttiva, che modifica la precedente del 1991, emendata nel 2008, è stata pensata dalla commissione europea all’indomani degli attacchi terroristici di Parigi del 13 novembre scorso.

L’intento è combattere il traffico illegale di armi per evitare che finiscano nelle mani di terroristi o criminalità organizzata. L’ultima richiesta della presidenza dei Paesi Bassi, sembra però andare in un’altra direzione e  penalizzare collezionisti e appassionati del settore più che terroristi.

Inoltre, se entrerà in vigore, la nuova nisura non riguarderà solo i collezionisti e gli appassionati di rievocazione di battaglie storiche. Ma anche cacciatori, attori delle rievocazioni storiche e tiratori al bersaglio di quei paesi in cui le armi a colpo singolo si usano ancora.

Per un totale di 12 milioni di proprietari, in tutta Europa, che si troveranno davanti a nuove regole, vincoli e procedure amministrative più complicati. Da non sottovalutare anche l’aspetto economico della questione: molte delle armi che si vogliono mettere al bando sono vendute in diversi stati membri – fra cui anche l’Italia– e rappresentano un’importante fetta di mercato.

Per i i tiratori sportivi poi si chiede l’introduzione di nuovi vincoli sulle dimensioni dei caricatori e l’iscrizione obbligatoria ad associazioni riconosciute quali un’organizzazione di tiro. Chi non si adatterà a questo regolamento, non potrà gareggiare.

Protesta la Face, Federazione europea delle associazioni per la caccia e la conservazione:

Chi potrà mai credere che la rimozione della categoria D e il divieto della riproduzione di armi da fuoco antiche contribuirà efficacemente alla lotta contro la criminalità organizzata o il terrorismo? I criminali che usano i kalashnikov e i commercianti d’armi che riforniscono i terroristi sul mercato nero, non saranno interessati da questi nuovi vincoli che colpiscono solo i cittadini onesti.

La Face ritiene che il divieto di riproduzioni, avrà un rilevante impatto economico, in quanto queste armi da fuoco sono attualmente vendute in molti stati membri dell’UE, vale a dire Francia, Germania, Polonia, Ungheria, Estonia, Lituania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Italia, una quota importante del mercato. La Face ritiene che questa disposizione condannerà al fallimento diverse piccole e medie imprese e metterà a repentaglio posti di lavoro di migliaia di persone nell’UE.

 

Fonte face.eu

Photo credits Thinkstock

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>