Freccia (VBM), Veicolo Blindato Medio Multiruolo

di Benjo Commenta

Dall’esigenza dell’Esercito Italiano di avere un veicolo APC (Armoured Personnel Carrier), ovvero un veicolo blindato capace di portare una squadra di soldati sul campo di battaglia in sicurezza nasce il Veicolo Blindato Medio “Freccia”.

Il nuovo carro Freccia nasce dalla classe dei carri Centauro ed è stato progettato e prodotto, come altri veicoli dell’esercito e lo stesso Centauro, dal Consorzio Iveco Fiat-Oto Melara; questo veicolo digitalizzato, primo in assoluto operativo nell’Esercito Italiano, costituisce la principale piattaforma della nuova Brigata Terrestre NEC nell’ambito del programma Soldato Futuro.

Il Freccia è un veicolo gommato 8×8, capace di trasportare undici soldati con equipaggiamento completo tra cui il pilota, due operatori per la torretta armata e otto fanti che trovano sistemazione nella parte posteriore dell’abitacolo dotata a sua volta di un’ampia rampa d’accesso permette la salita e la discesa dei soldati dal veicolo. Grazie ad una serie di dispositivi elettronici il VBM Freccia funge da elemento di connessione tra i soldati, i sistemi di comando e controllo e le piattaforme robotiche aeree/terrestri operative; grazie infatti ad un sistema di telecamere ogni squadra resta in contatto anche visivo con il comando ricevendo informazioni in merito a quanto accade oltre la loro visuale.

Per quanto riguarda l’armamento, il VBM Freccia è equipaggiato con una torretta armata OTO Melara HITFIST Plus migliorata rispetto al modello originale HITFIST già equipaggiato sui carri da combattimento Dardo dell’Esercito. La torretta è costituita da un cannoncino Oerlikon KBA da 25 mm con un’autonomia di 200 colpi e da una mitragliatrice calibro 7,62 mm; la stessa torretta è dotata di dispositivo lancia missili Rafael Spike nella versione anticarro di dispositivi lancia fumogeni come nei veicoli Puma.

La protezione del Freccia di tipo balistico è costituita da piastre modulari in acciaio applicate, e non saldate, su tutta lo scafo e sulla torretta; la protezione antimina viene assicurata oltre che dalle piastre in acciaio saldate alla parte inferiore anche dalla particolare configurazione che favorisce la dispersione laterale di un eventuale onda d’urto provocata dall’esplosione di una mina. L’insieme delle difese di cui è dotato il Freccia ne fanno un potente veicolo da combattimento capace di sopportare agevolmente attacchi da parte di armi leggere, artiglieria leggera, schegge di granata ed esplosioni di mine anticarro od ordigni esplosivi improvvisati (IEDS, Improvised Explosive Device). La protezione NBC viene assicurata oltre che dall’impianto di area condizionata con apposito filtraggio anche dalla chiusura pressoché ermetica dell’abitacolo.

Dopo il successo avuto dal veicolo blindato Centauro, nel 1998 l’Esercito Italiano cominciò a sviluppare una serie nuovi veicoli per trasporto truppe, derivati dallo stesso Centauro, che sostituissero gli ormai vecchi M113. Nonostante i primi prototipi furono presentati gia dal 2002, il mezzo definitivo entrò in produzione solo nel 2008. Tra le varianti del Freccia l’Esercito ha preferito le versioni Combat Base dotato della torretta Oto Melara HITFIST Plus da 25mm, cannone KBA BO2 da 25/80 mm che utilizza cartucce 25×137 NATO standard e mitragliatrice calibro 7,62 mm; la versione Combat Controcarro equipaggiata con la torretta della versione base a cui si aggiungono un dispositivo lancia missili controcarro Rafael Spike LR ed un’ottica panoramica Galileo Janus; la versione Posto Comando e la versione Porta Mortaio equipaggiata con mortaio Thales Defence Armament 2R2M da 120 mm. Sono ancora in fase di sviluppo speciali versioni per il Genio e versioni con allestimento da ambulanza.

Nonostante il tempo di consegna del VBM Freccia si sia allungato dalle previsioni iniziali, pare che con il trascorrere degli anni lo stesso mezzo abbia subito aggiornamenti tecnologici fondamentali rispetto alla prima versione che hanno migliorato di molto il risultato finale; i nuovi veicoli sono stati dati in dotazione ai reggimenti di fanteria della Brigata Pinerolo, della Brigata Aosta e Dalla Brigata Sassari ed il primo impiego operativo è stato il controllo del territorio in Afghanistan.

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