C’è anche l’Italia tra i principali Paesi di esportatori di armi in giro per il mondo. Il mercato globale della difesa appare come un club esclusivo, dove il potere è concentrato nelle mani di pochissimi attori. Analizzando i dati del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute), emerge chiaramente un’egemonia occidentale guidata dagli Stati Uniti, che da soli controllano circa il 40% delle esportazioni mondiali. A seguire, seppur con distacchi significativi, troviamo la Russia (16%) e la Francia (11%), mentre nazioni come Cina, Germania, Italia e Spagna completano il quadro dei principali fornitori globali.


C’è chi ama collezionare farfalle o figurine e chi invece vuole mettere in bella mostra sulla bacheca del salotto una serie di armi, magari antiche o rare. Tenere in casa propria un certo numero di armi è consentito dalla legge, a patto che non si superi un certo numero e – soprattutto – a patto che si richieda una specifica licenza per la collezione delle armi stesse.
Le strategie militari hanno sempre seguito i diversi passi dell’evoluzione dell’uomo. Da conflitti in aperto campo di battagli si è passati a conflitti molto più sofisticati dove lo scontro fisico tra i singoli soldati avviene molto sporadicamente.
La scienza e la tecnologia si sono cimentate, negli ultimi cinquant’anni, fortemente in quelli che sono gli strumenti utilizzati per la guerra e per la difesa. La combinazione scienza e tecnologia ha dato vita a dagli strumenti e delle armi molto sofisticate, armi che possono creare dei danni non indifferenti.
Il fucile di precisione è un